Maratona di Stoccolma 2012
Giu05

Maratona di Stoccolma 2012

Rimango senza parole per descrivere questa incredibile avventura che ho avuto la fortuna di vivere così intensamente. Non serve che descriva la bellezza struggente di una città del Nord Europa che già da sola vale la pena di vedere. Non serve che descriva come questa città appaia piccola e grande allo stesso tempo, multietnica e vitale, con abitanti cordiali e gentili che ti fanno ricordare sensazioni ormai da noi dimenticate. L’educazione ed il rispetto della persona ti fanno sentire come noi siamo costretti  a vivere nelle nostre ansie quotidiane, imbruttiti e nervosi, preoccupati e circondati da una arroganza che la fa da padrona. La maratona di Stoccolma raccoglie una serie di caratteristiche che la rendono speciale. Il percorso prevede 2 giri della città quasi uguali e una serie di saliscendi che la rendono mossa. Un ponte spettacolare da fare due volte ti ricorda che se ti sei allenato sulle salite, puoi fare la differenza. Ma cosa ha reso questa corsa indimenticabile? Il freddo, il vento e la pioggia scrosciante. Secondo i giornali erano 25 anni che non capitava una giornata così fredda! I numeri parlano chiaro 21000 iscritti e 15000 partenti. Molti sono rimasti a casa, ma chi come noi aveva puntato su questa corsa non poteva far altro che raccogliere la sfida. In questa avventura Rocco, Patrizia e Corinna hanno avuto la determinazione ed il coraggio di portare a termine questa corsa nonostante tutto facesse pensare che la cosa migliore fosse rimanere nel nostro confortevole albergo. Il nostro gruppo si era unito ad altri 20 italiani accompagnati da Massimo di Ovunque Running che ha fatto di tutto per confortarci e che ci ha atteso fino al termine della gara. Rivivo la partenza emozionante che come sempre ad ogni maratona si ripete, ma che questa volta mi fa pensare…l’hai fatta grossa! Come pensi di sconfiggere questo freddo e questo vento? Insomma ho corso anche a dieci gradi sottozero, in fondo questi sono due gradi sopra…ma con un vento tagliente ed una pioggia battente che mi ricorda subito che non ho il mio abbigliamento invernale che forse però oggi non mi sarebbe bastato. Intanto mi accorgo di aver già fatto i primi 5 km e penso che non posso fermarmi, morirei congelata, posso solo cercare di rimanere concentrata. A un certo punto mi accorgo che ho le mascelle doloranti da quanto stringo i denti che altrimenti batterebbero all’impazzata, ma poi mi rilasso, perché vedo tutto il pubblico che applaude ed incita tutti ed imparo subito una parola svedese Heija! Che credo significhi alè, dai, go, go, ed alla fine la grido insieme a loro in un delirio di incoraggiamento che mi...

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